La UIL Fp Toscana interviene nel dibattito sviluppatosi attorno alla nomina del nuovo Commissario dell’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, esprimendo preoccupazione per alcuni toni utilizzati nei confronti della professione infermieristica.
Il confronto politico sulle nomine è legittimo e fa parte della dialettica democratica. Quello che non può essere accettato è che la qualifica di infermiere venga utilizzata, direttamente o indirettamente, come elemento per mettere in dubbio la capacità di ricoprire incarichi di responsabilità nel sistema sanitario.
Gli infermieri rappresentano una delle colonne portanti del Servizio sanitario nazionale. Sono professionisti laureati, con competenze cliniche, organizzative, gestionali, formative e di ricerca e, sempre più spesso, ricoprono responsabilità complesse all’interno delle aziende sanitarie e delle istituzioni.
Essere infermiere non è una diminutio, ma un patrimonio di conoscenze e di esperienza maturato quotidianamente a diretto contatto con i bisogni di salute delle persone e con il funzionamento concreto dei servizi.
Un’Agenzia come ARS, chiamata ad analizzare i dati sanitari, studiare i bisogni della popolazione, valutare l’organizzazione e la qualità dei servizi e supportare le scelte della Regione, non può che beneficiare anche del contributo e della visione delle professioni sanitarie.
La UIL ritiene pertanto che ogni incarico debba essere giudicato sulla base delle competenze, della capacità, dell’esperienza, della trasparenza e soprattutto dei risultati, non sulla professione di provenienza.
Anche nel caso del nuovo Commissario Giovanni Grasso, infermiere e presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, saranno il lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e la capacità di garantire autorevolezza e qualità all’Agenzia a rappresentare il vero metro di giudizio.
La sanità del futuro ha bisogno di valorizzare tutte le competenze e di costruire una governance realmente multidisciplinare. Gli infermieri non possono essere considerati soltanto professionisti dell’assistenza: devono poter partecipare pienamente anche ai luoghi nei quali si programmano, si organizzano e si decidono le politiche sanitarie.
La UIL continuerà a sostenere questo principio, nell’interesse dei professionisti, del Servizio sanitario pubblico e soprattutto dei cittadini toscani.
UIL Fp Toscana
