Qualità dell’assistenza, sicurezza delle cure e rispetto delle professionalità. Sono queste le ragioni alla base del no della UIL FP nazionale alla figura dell’assistente infermiere, ribadite in un approfondimento diffuso sui propri canali social.
Una posizione che il sindacato spiega non come una battaglia ideologica, ma come una scelta a tutela delle persone assistite e di chi lavora nella sanità.
Qualità, sicurezza e chiarezza dei ruoli
Per la UIL FP, la carenza di personale non si risolve introducendo una figura ibrida, con un percorso formativo ridotto e responsabilità ritenute non sufficientemente chiare.
Al centro della posizione sindacale ci sono la qualità dell’assistenza e il rispetto delle diverse professionalità: affrontare le difficoltà del sistema sanitario richiede investimenti sul personale, non soluzioni che rischiano di creare incertezza sulle competenze e sui ruoli.
Investire sugli infermieri e valorizzare gli OSS
La strada indicata dalla UIL FP nazionale è diversa: investire sugli infermieri, valorizzare gli operatori sociosanitari, assumere personale e riconoscere competenze e retribuzioni adeguate.
Non si tratta di contrapporre figure professionali, ma di riconoscere il contributo di ciascuna e rafforzare la sanità attraverso la qualificazione e la valorizzazione di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura.
Nel carosello pubblicato sui propri canali social, la UIL FP nazionale illustra le ragioni della propria scelta e ribadisce il messaggio che accompagna questa posizione:
«La sanità si rafforza con più persone e più competenze, non con scorciatoie».
Come UIL FP Toscana rilanciamo questo approfondimento per favorire l’informazione e il confronto tra le lavoratrici e i lavoratori.












