
La Toscana si conferma tra le migliori regioni italiane per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, conquistando il terzo posto nella classifica AGENAS. Un risultato importante, che dimostra come il Servizio sanitario regionale continui a rappresentare un punto di riferimento nel panorama nazionale.
Ma sarebbe un grave errore trasformare questo dato in un’operazione di propaganda politica.
Per la UIL FP Toscana questo riconoscimento ha un solo protagonista: le migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità, del settore sociosanitario e del sociale che ogni giorno garantiscono il diritto costituzionale alla salute, nonostante organici insufficienti, turni massacranti, reparti in costante sofferenza, aggressioni, carichi di lavoro sempre più pesanti e stipendi che non riconoscono adeguatamente il valore e la responsabilità delle professioni sanitarie.
«Questo risultato non appartiene alla politica – afferma Flavio Gambini, segretario generale regionale della UIL FP Toscana – ma a chi ogni giorno indossa una divisa e tiene in piedi il sistema sanitario pubblico. Se oggi la Toscana è sul podio nazionale è perché infermieri, OSS, ostetriche, tecnici sanitari, amministrativi, operatori del sociale e tutti i professionisti della sanità hanno continuato a garantire servizi di qualità anche quando le condizioni organizzative erano, e in molti casi continuano a essere, estremamente difficili».
Per la UIL FP Toscana, i dati AGENAS certificano una qualità che rischia però di essere compromessa se non si interviene rapidamente sulle criticità strutturali denunciate da anni dal sindacato.
«Non possiamo continuare a chiedere sacrifici a chi lavora nella sanità pubblica – proseguono Silvia Leggieri, componente della Segreteria regionale, e Pietro Casciani, responsabile del Dipartimento Sanità della UIL FP Toscana –. Mancano professionisti, aumentano i pensionamenti, cresce la domanda di assistenza e si continua troppo spesso a fare affidamento esclusivamente sul senso di responsabilità del personale. Questo modello non è più sostenibile».
Per la UIL FP Toscana non basta celebrare le classifiche: servono atti concreti.
Occorre investire in nuove assunzioni stabili, ridurre il ricorso agli straordinari, garantire condizioni di lavoro sicure, valorizzare economicamente tutte le professioni del comparto, rafforzare la sanità territoriale e abbattere le liste di attesa senza scaricare ulteriori responsabilità sui lavoratori.
«La politica abbia il coraggio di dire la verità ai cittadini: la sanità toscana continua a essere tra le migliori grazie all’abnegazione di migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno compensano con la propria professionalità le carenze del sistema. Ma nessun sistema può continuare a reggersi all’infinito sulla buona volontà delle persone».
La UIL FP Toscana continuerà a rivendicare una sanità pubblica, universale e realmente accessibile, ma soprattutto una sanità che rimetta al centro chi ogni giorno la rende possibile. Perché i risultati non si costruiscono con gli slogan o con le classifiche, ma attraverso investimenti strutturali, contrattazione, assunzioni, valorizzazione delle competenze e rispetto per il lavoro pubblico.
Se la Toscana vuole continuare a essere un modello nazionale, deve smettere di vivere dei sacrifici dei propri lavoratori e iniziare finalmente a investire con decisione sul loro futuro. È questo il vero banco di prova della politica regionale e nazionale.
