
La UIL FP esprime forte preoccupazione per il progressivo venir meno dell’attenzione istituzionale nei confronti della Polizia locale di Firenze.
La mancata presenza politica alla Giornata regionale della Polizia locale e l’assenza di riconoscimenti per gli operatori distintisi per professionalità e merito rappresentano segnali gravi che non possono essere ignorati.
A ciò si aggiunge la recente campagna pubblicitaria che espone in primo piano i volti degli operatori per promuovere un nuovo servizio. Una scelta che solleva seri dubbi sotto il profilo della sicurezza, della tutela della privacy e dell’efficacia operativa.
Riteniamo necessario chiarire:
- quali valutazioni siano state effettuate rispetto ai rischi per l’incolumità degli operatori e delle loro famiglie;
- se tra i soggetti ritratti vi siano agenti impiegati in attività sensibili o di polizia giudiziaria che richiedano l’utilizzo di abiti civili;
- se il personale sia stato adeguatamente informato e abbia espresso un consenso realmente libero e consapevole;
- se il trattamento e la diffusione delle immagini siano avvenuti nel pieno rispetto della normativa vigente.
Esporre i volti degli operatori non è comunicazione: è un rischio evitabile.
Per questi motivi chiediamo:
- una relazione immediata dell’Amministrazione sull’intera operazione;
- una verifica degli effetti che questa esposizione può determinare sui servizi operativi più delicati;
- la sospensione o la rimodulazione della campagna, anche attraverso l’oscuramento dei volti o l’impiego di immagini generate con intelligenza artificiale;
- la verifica dei consensi raccolti e dei luoghi nei quali la campagna è stata esposta;
- l’apertura di un tavolo tecnico-sindacale permanente dedicato alla comunicazione istituzionale e alla tutela del personale;
- chiarezza sui costi sostenuti per la campagna;
- risposte concrete sul rinnovo del parco mezzi, sulle dotazioni operative e sul vestiario, oggi spesso insufficienti, obsoleti o non conformi agli standard previsti.
La valorizzazione della Polizia locale non passa attraverso operazioni d’immagine, ma dal rispetto della professionalità, della sicurezza e della dignità degli operatori.
Le lavoratrici e i lavoratori chiedono tutele reali, mezzi adeguati e attenzione concreta, non iniziative che rischiano di esporli inutilmente.
