La riforma della Polizia locale deve dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali per la sicurezza delle nostre comunità. Come UIL FP Toscana condividiamo il giudizio espresso dalla UIL FP nazionale: il provvedimento resta timido e insufficiente, nonostante le aperture contenute negli ordini del giorno accolti dal Governo.
La I Commissione Affari costituzionali del Senato ha concluso l’esame del disegno di legge delega senza modificare il testo approvato dalla Camera. Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula del Senato. Dopo l’approvazione definitiva, sarà decisiva la fase dei decreti legislativi attuativi.
La UIL FP ha seguito l’intero percorso della riforma, portando le richieste del personale nelle audizioni parlamentari, negli incontri con l’ANCI e nelle occasioni di confronto con le operatrici e gli operatori. Diverse proposte del sindacato sono confluite nei tredici ordini del giorno accolti dal Governo: un’apertura che dovrà tradursi in scelte concrete.
Le priorità ancora senza risposte adeguate
Restano aperte questioni fondamentali per chi lavora nella Polizia locale:
- Accesso allo SDI anche a fini di consultazione, per consentire le verifiche necessarie e garantire maggiore sicurezza durante l’attività operativa.
- Adeguate risorse per le tutele previdenziali, affinché i riconoscimenti siano sostenuti da coperture finanziarie effettive.
- Riconoscimento del lavoro usurante e gravoso, tenendo conto dell’esposizione ai rischi e delle caratteristiche delle funzioni svolte.
Sul versante previdenziale, la UIL FP nazionale segnala il rischio che, in assenza di interventi specifici, gli adeguamenti dell’età pensionabile possano portare il personale a lavorare fino a ridosso dei 68 anni. Una prospettiva che rende ancora più urgente affrontare la specificità del lavoro nella Polizia locale.
I passi avanti devono diventare tutele effettive
Il provvedimento contiene anche elementi positivi, a partire dalle disposizioni sul documento di valutazione dei rischi, sull’armamento, sull’addestramento e sulla formazione, sui dispositivi per la tutela dell’incolumità e sul reclutamento.
Sono interventi importanti, ma non sufficienti a costruire una riforma all’altezza delle responsabilità affidate alla Polizia locale. Il limite resta quello di aver rinviato questioni essenziali alla fase attuativa, senza dare già nel testo risposte adeguate alle richieste del personale.
Anche in Toscana, sicurezza e qualità dei servizi passano dalla tutela di chi lavora
Le questioni poste dalla UIL FP nazionale riguardano direttamente anche le operatrici e gli operatori dei Corpi e dei servizi della Toscana. Strumenti operativi adeguati, formazione, sicurezza sul lavoro, tutele previdenziali e riconoscimento professionale sono condizioni indispensabili per svolgere le proprie funzioni e rispondere ai bisogni dei cittadini.
La UIL FP continuerà a sostenere queste richieste nella fase di elaborazione dei decreti legislativi. Come UIL FP Toscana condividiamo questo impegno: gli ordini del giorno devono tradursi in investimenti, diritti e riconoscimenti concreti.
Per una riforma davvero all’altezza della Polizia locale serve più coraggio. Le lavoratrici e i lavoratori attendono risposte.
