Il 15 aprile 2026, all’Auditorium di Sant’Apollonia di Firenze, si è svolto il Congresso fondativo della UIL Funzione Pubblica Toscana e Area Vasta Centro, nata dall’unificazione tra UIL FPL e UIL PA.
Nel corso dei lavori Flavio Gambini, Segretario generale uscente della UIL FPL Toscana e A.V. Centro, ha presentato la propria relazione congressuale, delineando le ragioni e gli obiettivi della nuova categoria. Al termine del Congresso, Gambini è stato eletto all’unanimità Segretario generale della UIL FP Toscana.
La relazione prende le mosse dall’articolo 1 della Costituzione e da una domanda centrale: come tradurre il principio di una Repubblica fondata sul lavoro in azioni concrete, diritti effettivi e tutele reali per chi opera nelle pubbliche amministrazioni?
«Se oggi il lavoro pubblico è sotto attacco, non è perché non funziona: è perché regge ancora questo Paese», ha sottolineato Gambini. Ogni giorno, infatti, le lavoratrici e i lavoratori pubblici garantiscono servizi essenziali, tengono unite le comunità e rendono concretamente esigibili i diritti dei cittadini.
Una scelta politica e organizzativa
L’unificazione tra UIL FPL e UIL PA non viene presentata come una semplice riorganizzazione interna, ma come la costruzione di una rappresentanza più forte, coesa e capace di incidere:
«Non siamo qui per celebrare una fusione burocratica, non siamo qui per ratificare un passaggio amministrativo, ma siamo qui per affermare un progetto politico chiaro».
La UIL FP Toscana nasce per unire settori differenti – sanità, enti locali, funzioni centrali, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, terzo settore e sanità privata – che condividono problemi comuni: carenze di personale, aumento dei carichi di lavoro, salari insufficienti, difficoltà organizzative e bisogno di nuove tutele.
Servizi pubblici, salari e diritti
Ampio spazio è dedicato alla difesa della sanità pubblica, al rafforzamento degli enti locali e alla necessità di investire negli organici e nelle competenze.
La relazione richiama inoltre l’urgenza di recuperare il potere d’acquisto perduto dalle lavoratrici e dai lavoratori pubblici e di arrivare a rinnovi contrattuali capaci di riconoscere concretamente professionalità, responsabilità e qualità del lavoro.
Particolare attenzione viene riservata alla riorganizzazione della sanità territoriale e all’attuazione del DM 77/2022. Costruire Case e Ospedali di Comunità non è sufficiente: occorre renderli realmente operativi attraverso personale, professionalità e servizi.
Governare l’innovazione
Un altro tema centrale è quello dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. La modernizzazione della Pubblica Amministrazione deve essere governata con il coinvolgimento delle persone, attraverso formazione continua, contrattazione e tutela dell’occupazione.
L’innovazione può migliorare i servizi e liberare le persone dalle attività ripetitive, ma non può trasformarsi in uno strumento per ridurre gli organici, impoverire le professionalità o introdurre sistemi opachi di controllo e valutazione.
Un sindacato presente e autonomo
La relazione indica con chiarezza anche il modello sindacale che la nuova UIL FP Toscana intende costruire:
«Vogliamo un sindacato che sappia stare ai tavoli senza limitarsi, fare proposte senza rinunciare al conflitto, autonomo dalla politica ma non neutrale rispetto alle scelte che colpiscono i lavoratori, capace di dire no quando serve».
La nascita della UIL FP non chiude quindi le esperienze della UIL FPL e della UIL PA, ma apre una storia nuova, più grande e impegnativa, fondata sulla partecipazione, sulla presenza nei luoghi di lavoro e sulla capacità di trasformare le rivendicazioni in risultati concreti.
«Senza lavoro pubblico non c’è Stato e senza uno Stato giusto non c’è futuro».
È possibile leggere e scaricare di seguito la relazione integrale di Flavio Gambini.
